Siamo sottoposti a una costituzione d’emergenza, reclamata da Facebook, Google [and YouTube - n.d.r.] e da altre grandi piattaforme tecnologiche. In tempi normali queste aziende esitano a giudicare cosa sia vero e cosa falso. Ma di recente hanno intrapreso azioni insolitamente audaci per evitare il diffondersi della disinformazione a proposito del covid-19.

In materia di sanità pubblica simili azioni sono assolutamente sensate. Ma se parliamo di libertà d’espressione, il potere illimitato di queste piattaforme nel cambiare le regole del gioco, praticamente dal giorno alla notte, è sconcertante.

4 giugno 2020

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